Quando NON chiedere un prestito personale

Una spesa improvvisa, la volontà (o la necessità) di ristrutturare casa, la voglia matta di togliersi uno sfizio come mai prima d’ora. Sono tanti i motivi per i quali richiedere un prestito personale, ma a volte è meglio desistere. Ecco quando non chiedere un prestito personale, per evitare che l’uovo oggi si trasformi… in una frittata di guai domani.

Il prestito serve davvero?

Prima di recarsi in banca, o da una finanziaria, per chiedere un prestito è meglio domandarsi: questi soldi mi servono davvero? È meglio non chiedere un prestito personale se quel denaro non è sul serio necessario, perché togliersi  uno sfizio evitabile oggi vuol dire indebitarsi per anni e anni già a partire da domani.

Un prestito comporta sì la possibilità di mettere mano su una liquidità immediata, ma porta con sé il gravoso peso delle rate mensili.

Occorre valutare il rapporto tra beneficio immediato e costi nel medio e lungo periodo. A tutti piacerebbe rinnovare il proprio guardaroba completamente, o disfarsi della vecchia automobile per guidare la macchina sportiva dei propri sogni, ma a volte non è possibile.

Meglio fermarsi un attimo a riflettere, prima di chiedere un prestito per qualcosa che, magari, è soltanto un vezzo o un impulso momentaneo. Anche perché non ha molto senso indebitarsi per qualcosa che poi non si potrà godere appieno.

Potrò pagare le rate?

Ok, poniamo che vi siete soffermati a riflettere (BENE!) sull’effettiva necessità di chiedere un prestito e avete concluso che la cosa è necessaria. Adesso però dovete domandarvi: sono nelle condizioni economiche adeguate per far fronte, ogni mese, alle rate per la restituzione di suddetto prestito?

Va da sé che un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato, che lavora in un’azienda solida, può dormire sonni abbastanza tranquilli.

Diverso è il discorso per un lavoratore con contratto a tempo determinato, o anche per un lavoratore a tempo indeterminato la cui azienda versa in condizioni non proprio brillanti.

Una regola non scritta, ma che vi consigliamo di seguire, è che se pensate di essere pronti a chiedere un prestito, non dovreste comunque indebitarvi di una cifra superiore al 30% del vostro stipendio. Così, se guadagnate 1.200 euro al mese, la somma di tutte le eventuali rate di rimborso non dovrebbe superare i 360 euro.

Occorre riflettere bene sulla possibilità di riuscire a pagare le rate del prestito con costanza e puntualità. Ritardare nei pagamenti o peggio ancora risultare insolventi può portare all’iscrizione nel registro dei cattivi pagatori, con la conseguenza che i vostri rapporti con gli istituti di credito si faranno più difficili.

Occhio ai raggiri!

Se le condizioni di un prestito sembrano troppo vantaggiose per essere vere, o se non sono trasparenti al 100%; se chi si propone di offrirvi un prestito non è autorizzato o non è un soggetto facilmente riconoscibile; se tra le clausole spuntano cavilli pesanti: non chiedete questo prestito!

I raggiri, le truffe, sono purtroppo all’ordine del giorno. Quando si parla di soldi, poi, meglio cautelarsi nel modo più efficace possibile. Quando mettere le mani su una bella cifra sembra troppo facile e conveniente, probabilmente c’è sotto qualcosa che puzza di marcio.

Prestito personale: altre vie

Se avete bisogno di soldi o di prestiti urgentissimi, richiedere un prestito personale non è l’unica via percorribile. In caso di bisogno di forti somme, ad esempio, il mutuo ipotecario è molto più conveniente.

I prestiti solitamente devono essere restituiti in un lasso di tempo di una decina d’anni, mentre esistono anche mutui trentennali. Va da sé che un rimborso diluito nel tempo è un rimborso che incide meno sulle condizioni economiche, nel breve termine.

Un altro modo per togliersi qualche sfizio o necessità, senza richiedere un prestito personale, riguarda l’acquisto di beni di consumo.

Molti venditori, infatti, mettono a disposizione degli acquirenti forme di credito al consumo che in parecchi casi risultano addirittura più convenienti di un prestito personale.

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